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Estratto da Il Centro (quotidiano regionale):
«Nell’ambito dell’iniziativa “Spazi Evasi 08” è stato indetto il Concorso “Premio Spazi Evasi E=?” per la realizzazione di opere di arte visiva che si ispirino al concept “E=?”. Si chiede agli artisti di riflettere sul significato dell’energia nella società contemporanea; energia come fonte primaria di vita, come forza che muove il mondo, come risorsa di un Pianeta sottoposto ai limiti di carico. La ricerca artistica dovrebbe stimolare la consapevolezza sulle problematiche attuali e la capacità di pensare ad uno scenario che, partendo dagli errori del passato, possa evolversi in nuove possibilità.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare i fruitori ad un argomento centrale nella vita dei cittadini attraverso interventi artistici significativi di grande impatto visivo ed emotivo». L'istallazione è stata duramente attaccata dal presidente del consiglio comunale Carlo De Felice, in quanto ha ritenuto l'istallazione: PRESUNTA OPERA D'ARTE... INFESTANTE e di CATTIVO GUSTO.
Di seguito il secondo articolo, sempre da Il Centro:
Mentre il quotidiano Il Manifesto, scrive:
«Censurata opera vs Agip».
Ancora, Barbara Martusciello di art a part of cult(ure) commenta in un articolo dal titolo (pagg. 13 e 14 dell'archivio):
Censura all'arte, che inutile spreco d'energia!
In seguito l'installazione viene richiesta dalla Galleria Famiglia Margini a Milano nell'ambito della mostra FREIHEIT e a Cantiano (PU) per la mostra Orga[ni]smi, curata da Angelo Cruciani.
La chiesa di S. Giovanni Battista di Penne, dove è stata installata l'opera, era l'unica sede in Abruzzo delle monache Gerosolimitane dell'Ordine di Malta. Queste inizialmente edificarono la chiesa e il monastero nel XIII secolo fuori dalla città, ma durante la contesa tra i Pennesi e gli Aquilani (guidati dal Caldora nel 1436), tutto il complesso subì gravi danni, così ottennero il permesso di fabbricare all'interno del centro abitato. Le Gerosolimitane decisero di eregerla con forme barocche e la nuova costruzione fu talmente rapida che i lavori terminarono nel 1701.
Questo progetto è nato intorno all'opera Classic(o)jazz, icona del Dolci Romori Jazz Festival diretto dal musicista e compositore Renzo Ruggieri.
In occasione della serata conclusiva della rassegna venne presentato solo un EP. L'ampia e articolata visione dell'intero ciclo dei JazzART, vide la luce con la mostra personale tenuta all'Ecoteca di Pescara a cura di Luigi Pagliarini, dal titolo JazzingART. Gli stessi, poco tempo dopo suonarono, sotto il titolo JazzART Vol.1, al Groove sito nel centro movida della città. La prima inaugurazione fu accompagnata dal duo jazz Marco Di Battista- Cristian Panetto mentre la seconda dal Giuseppe Paolini Quintet.
L'intero progetto è diponibile per essere esposto in altri locali-live che ne faranno richiesta.
Realizzata su invito dell'Associazione ARTeCINEMA di Sulmoma, la mostra inizialmente era composta da cinque esemplari (attualmente otto) esposti in occasione della XXVIesima edizione del Sulmonacinema Film Festival, presso L’Altro Foyer in Vico dei Sardi, sempre nella città ovidiana.
L'inaugurazione della mostra di Fabulafrica è stata accompagnata dal trio senegalese Pap Kane-Matar M'Baye-Clory Ndiaye con musiche tradizionali e una degustazione di prodotti tipici del centr'Africa. Un'esperienza unica!
I lavori d'argento sono stati realizzati durante il corso base di 80 ore sulla lavorazione dei metalli preziosi, presso il laboratorio orafo Ornamenti del corpo.